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Luigi Nogara: la mia storia, la mia passione!

Sono nato in Sicilia, il 9 luglio 1957, sotto il segno del Cancro. All’inizio degli anni ’60 i miei genitori si separarono e mia madre decise di trasferirsi a Torino con me ed i miei 4 fratelli. La nostra vita non era facile e le difficoltà finanziarie erano tante, ma eravamo molto uniti e questo ci rendeva felici.
Mia sorella Maria prendeva lezioni di canto e, ascoltandola di nascosto, sbocciò il mio grande amore per la musica. Maria aveva una bellissima voce e grandi ambizioni: voleva partecipare al Festival di Sanremo ed io vivevo in simbiosi con lei questa passione.
Purtroppo venne a mancare ed io iniziai a scrivere dei testi, che poi si trasformarono in canto e la musica divenne come una “guida celeste”. Nonostante già da ragazzino dovessi lavorare per aiutare economicamente la mia famiglia, ogni momento libero lo dedicavo alla musica e presto formai il mio primo gruppo musicale, composto da 4 elementi, tra cui, alla chitarra, c’era il mio fratello minore, Giuseppe. Fu così che iniziai ad interpretare i miei pezzi.
Nel 1978 mi sposai e andai in viaggio di nozze in Sicilia per incontrare mio padre: fu molto emozionante poterlo rivedere e comprendere le ragioni che avevano portato i miei genitori a dividersi.
Purtroppo l’anno successivo mio fratello Giuseppe decise di farla finita, proprio nella cantina dove facevamo le prove con il nostro gruppo musicale. Nel vederlo lì, “appeso al suo destino”, persi immediatamente l’estasi, la voglia di vivere e di continuare la mia passione.
Abbandonai la musica per un anno intero finché una notte sognai Giuseppe, con il suo viso sereno e mi prese la voglia di scrivere una poesia che parlava della fragilità umana, così come la vivevo attraverso le mie emozioni. Ed ogni volta che avevo davanti a me un foglio bianco, la penna scivolava veloce nel comporre versi.
Da allora le mie giornate sono sempre accompagnate da due angeli speciali: i miei fratelli.
Negli anni ’80 iniziai a sostenere dei provini canori a livello nazionale per far conoscere le mie canzoni e, nel contempo, diventai padre di uno splendido maschietto che chiamai come mio padre, Antonio: una promessa che avevo fatto anni prima.
Poco dopo incisi il mio primo disco e girai il mio primo video: un’emozione decisamente esaltante.
Fui ad un passo dal partecipare al Festival di Sanremo ma, come spesso succede in questi casi, le occasioni sfumano come bolle di sapone e non se ne fece nulla.
Nel 1986 nacque mia figlia Chiara e intanto continuavo a cercare il successo musicale, pur non trascurando di sostenere chi aveva il desiderio di cantare. Per questo realizzai “Cantando qua e là”, un festival canoro itinerante.
Poco dopo mi separai da mia moglie e vissi un periodo buio, di immenso sconforto: solo la musica mi dava sollievo e consolazione.
In quel periodo ricevetti la proposta di lavoro come animatore in un villaggio turistico a Capoverde. Accettai senza esitazione, tentato dalla smania di fuggire e di dare una svolta definitiva alla mia esistenza. Ma dopo solo 3 mesi capii che non era quello che volevo e tornai in Italia.
Il destino mi fece conoscere una donna che mi aprii il cuore, anche lei con la grande passione del canto: decidemmo di condividere le nostre vite, ci siamo sposati e oggi, oltre all’amore, ci unisce la musica.

Anche se il mio passato è stato tempestato di dolore e momenti difficoltosi, ho saputo cogliere il buono che la vita mi ha offerto.
Oggi salgo sul palco con l’esperienza di un cinquantenne e con il cuore di un ventenne, mirando ad un importante obiettivo: trasmettere a tutti questa mia forte passione per la musica, attraverso la mia voce.
In più, ogni mia esibizione sarà sempre legata ad un progetto benefico, in ricordo di Maria e Giuseppe, perché questa dev’essere una nuova idea della professione del cantante.






Luigi Nogara